Legge anti cinghiali, Ettore Prandini:  “Bocciatura Governo incomprensibile”

Questa la risposta di Coldiretti Lombardia al provvedimento ministeriale

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge regionale numero 19 dello scorso 17 luglio.

Ettore Prandini, presidnte lombardo Coldiretti

Legge anti cinghiali – “Incomprensibile” così Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia definisce la decisione del Governo di impugnare la legge sul controllo del cinghiali approvata lo scorso luglio dalla Regione Lombardia. “I cinghiali hanno causato incidenti stradali mortali, hanno attaccato e ucciso un agricoltore a Brescia, dai monti alla pianura hanno provocato danni per decine di milioni di euro sulle coltivazioni e si stanno avvicinando sempre più ai centri abitati. E cosa succede? Viene bloccata l’unica legge che prova a mettere un freno all’invasione, dopo che a livello nazionale in anni di confronto fra Stato e Regioni non si è ancora raggiunto un accordo per regolamentare la presenza degli ungulati nei nostri territori” commenta Prandini. “Non vorremmo che questa decisione fosse frutto di una contrapposizione per motivi di carattere partitico, quando su questi temi è necessario mettere al centro la salute e la sicurezza delle persone e il lavoro di chi opera nel settore agricolo e agroalimentare”.

Legge anti cinghiali

La notizia è stata resa nota dall’assessore lombardo all’agricoltura con delega alla caccia Gianni Fava, ritenendo che in questo modo il Governo si copra di ridicolo, danneggiando i cittadini e gli agricoltori per difendere un “centralismo patetico e antistorico”. La stessa cosa era avvenuta per le nutrie, col CdM contrario alle scelte della Regione Lombardia. L’assessore pretende ora una spiegazione dettagliata ai cittadini, i quali devono essere informati sulle modalità di contenimento di cinghiali e ungulati, oltre alla salvaguardia di colture agricole e biodiversità.

 

Fonte Coldiretti Lombardia

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