Eradicazione dell’orsetto lavatore  in alcune zone del Parco dell’ Adda

Lombardia : un intesa fra Regione ed ente Parco dell’ Adda

Nutrie, tartarughe palustri, scoiattoli, procioni, ibis e vespe sono specie pericolose per la biodiversità e sono nel nuovo regolamento europeo.

ERADICAZIONE – La Regione Lombardia ha approvato un provvedimento per l’eradizazione dei procioni, il conosciuto  orsetto lavatore. Un animale alloctono che sta invadendo la parte lodigiana dell’ Adda e anche alcune zone del basso lago di Lecco. Si tratta di un accordo di collaborazione con il Parco Adda Nord per portare a termine l’obiettivo di azzeramento della presenza degli orsetti lavatori nell’area.

La paura  per gli agricoltori dei paesi coinvolti  che si trovano a ridossodell’Adda, ma anche per gli enti locali e le stesse guardie volontarie del parco, è quello che i procioni possano ora invadere anche le aree golenali tra Rivolta d’Adda, Vaprio e Spino, fino a Ciserano.

Questi animali, conosciuti anche con il nomignolo di orsetto lavatore, sono infatti più dannosi ancora delle nutrie e sono portatori di “rabbia”.  Ormai da molto tempo, si parla di qualche anno,  srstanno invadeendo il territorio del Cremasco, nella zona  il corso dell’Adda tra Cassano, Fara e Canonica. Per correre ai ripari, nei giorni scorsi l’ente parco della zona e la Regione hanno sottoscritto un piano di eradicazione totale, che rinnova quello esistente sino al 2020.

La cattura degli orsetti lavatori avverrà con l’installazione di trappole dello stesso tipo usato per le nutrie. 

Fino a qualche anno fa le «specie alloctone» dette anche «aliene» (specie animali e vegetali introdotte direttamente o indirettamente in un habitat al di fuori del loro areale naturale d’origine, magari da distanze di migliaia di chilometri) rappresentavano una semplice «curiosità biologica». Ora, invece, alcune specie alloctonesi sono adattate e inserite talmente bene da riprodursi con continuità nei nostri ambienti provocando un impatto negativo.

Eradizazione  e costi 

Il costo dell’operazione  si aggira  sui  60mila euro  di cui 15mila euro  finanziati dall’ente parco, mentre i restanti 45mila saranno  erogati dalla Regione Lombardia.

Naturalmente è subito scattata la protesta delle associazioni animaliste scese subito sul piede di guerra.

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