“Di te mi Fido” 

QUANDO LA PROGETTAZIONE SI TRASFORMA IN REALTA’ LA CINOFILIA ENTRA NELLA COSCIENZA COLLETTIVA.

Maria Grazia Miglietta
“Di te mi Fido”

Maria Grazia Miglietta, classe 1972, referente ha nazionale del Progetto “Di te mi fido”.

Proveniente da una famiglia di cinofili, con la maternità ha pensato che propri figli fossero avvantaggiati  e favoriti perchè poteva spiegare loro, l’approccio al cane. Di qui, ha ritenuto opportuno,  andare per le scuole e trasmettere la cultura del cane e quella della cinofilia.

E’ stato l’ex Presidente ENCI, Francesco Balducci, durante un incontroa ad ncoraggiarla e invitandola a sviluppare il progetto che aveva già in cantiere.

” Di te mi fido”  … i numeri

In soli dieci giorni, dopo averlo preparato e ampliato, lo ha presentato al Comune di residenza,  Amaseno provincia di Frosinone, e gìà  il primo anno vi ahanno aderito 100 bambini con grande riscontro da parte delle famiglie.

Un dato straodinariamente lievitato 2011 con  2.800 bambini  e 13 scuole del frusinate.

Una grande soddisfazione nel 2012 quando l’ENCI lo ha posto sotto la propria egida, ed il lavoro si è fatto più intenso e capillare. Nello stesso anno i bambini aderenti al progetto sono saliti  a 5.000 e l’anno scorso se ne sono contati 25.000, in 13 regioni d’Italia.

” Di te mi fido” : le finalità

Obbiettivo del progetto è quello di instillare nel bambino la coscienza del cane a 360° ,  partendo da cosa è l’ENCI, cosa è un pedigree, cosa è la cinofilia ecc ecc . .

Il progetto si pianifica in cinque lezioni, con il supporto multimediale, che si articolano a partire dalle razze canine con un Giudice ENCI, addestratori ENCI., per poi affrontare altre tematiche rilevanti come l’importanza del microchip e il problema del randagismo.

L’Ente Nazionale Cinofilo Italiano, credendo sin da subito nel progetto, ha investito in video che spiegano e illustrano all’alunno l’utilità del cane nel sociale, come ausiliario dell’uomo.

Si stima che in Italia, ci siano 10.000.000 di cani.

Il progetto ha varcato i confini nazionali con la FCI (Federazione Cinologica Internazionale) che ha inviato  in Lituania i promotori,  durante work-shop sui progetti europei;un confronto utile e costruttivo con altre nazioni che hanno potuto apprezzarne il lavoro  soprattutto in materia di valorizzazione delle razze italiane e divulgandolo in dieci paesi UE.

“Di te mi Fido”: il piano di lavoro

Il piano di lavoro si basa sulla sensorialità del bambino e, attraverso i supporti audiovisivi, e la creazione di un personaggio, appunto  Fido,  che parla ed interagisce con i bambini.

“Di te mi Fido” – Un esempio educativo e didattico giunge da una scuola di Avellino: lavorando sul pastore maremmano-abbruzzese, ne è uscito un lavoro basato sulla transumanza, arrivando a toccare anche Gabriele D’annunzio.

Altro esempio comunicativo con l’addestratore cinofilo che si veste da cane e ricoprendo questo ruolo, interagendo con bambini. Oppure  il veterinario che spiega come va correttamente  gestito una cane anche attraverso le varie profilassi vaccinali ed antiparassitarie.

Chiamati in gioco anche i Vigili del Fuoco che hanno messo in evidenza il ruolo importantissimo del cane  nel compito di ricerca delle persone e di prevenzione per i terremoti.

Dino Muto – Presidente ENCI intervistato da Caccia e Dintorni

Di estrema importanza il fatto che l’ Enci abbia creduto e sostenuto questo progetto anche grazie alla sensibilità dell’ attuale Presidente Dino Muto che lo ha traslocato all’interno dell’ente trasformandolo in una decisiva attuazione.

Lo slogan del progetto “Di te mi Fido” … ?   “Il cane Parla con gli occhi e ride con la coda, non abbandonarlo mai, si fida di te”!

di Laura Tenuta

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