ISOLA di VENTOTENE – Con Sara Riello e il Museo della Migrazione 

Osservatorio Ornitologico  e centro di inanellamento

Con Laura  Tenuta … un viaggio alla scoperta di un posto magico

Sara Riello mentre inanella un migratore

Soggiornando sull’ isola di Ventotene, ho avuto l’opportunità d’incontrare Sara Riello, laureata all’Università La Sapienza di Roma in Scienze Naturali e attuale Direttrice del Museo della Migrazione ed Osservatorio Ornitologico di Ventotene inaugurato nel 2006 e di proprietà del comune, primo in assoluto in Italia.

Museo allestito con intransigenza scientifica di altissimo livello, così come il suo rigore nello spiegare, attraverso le ricostruzioni di ambienti che vedono in gioco (rigogolo, falco pellegrino, rondini, quaglie, ecc ) attraverso plastici e didascalie che ne riproducono e ne raccontano l’habitat.

Isola di Ventotene -A cavallo tra gli anni’80 e ’90 con il Progetto piccole Isole sotto la guida del Centro di inanellamento  Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), oggi ISPRA, ha la finalità di rilevare tutte le problematiche che una migrazione così lunga e difficile.

L’Italia, in materia, è epicentro di grande interesse scientifico, paese di transizione tra l’Africa e l’Europa, area geografica di estremo interesse ed importanza per la migrazione dell’avifauna.

In generale, tutta l’area mediterranea con le sue piccole isole, dona agli uccelli migratori siti atti alla conservazione per poter superare le ostilità del mare ” E’  nostro compito assicurare una corretta gestione dei delicati e fragili ambienti insulari”. ( Dott Silvano Tosi Direttore Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, in Introduzione Guida cit)

A livello europeo il punto di riferimento istituzionale è Euring (Unione Europea per l’Inanellamento www.euring.org) e l’ISPRA ne è il collegamento di ricerca italiano.

Ventotene – Osservatorio ornitologico

Sull’ isola , durante l’anno, il momento più intenso di lavoro, è ovviamente la primavera , quando l’avifauna migratoria, dopo aver volato per dai 500 km ai 1.000, senza interruzione, arriva a Ventotene.

Esponenzialmente elevato il numero di individui che migrano, milioni, appartenenti a molteplici specie che, tra l’inverno e l’estate, oltrepassano  ambienti completamente diversi: deserti, montagne, oceani per nidificare a latitudini settentrionali durante la primavera ed estate per poi svernare in habitat completamente diversi. La prova più pericolosa è l’adattamento, cercando di passare per ambienti favorevoli.

La facoltà di un volo così lungo, faticoso e pericoloso, è una dote genetica tanto che i piccoli, sanno affrontare la prima migrazione della vita, anche senza genitori. Onore alla nostra nazione, poiché il gene  scoperto Università di Milano.

“Da quei lontani primordi della migrazione la selezione naturale  ha portato all’evoluzione degli adattamenti sempre più straordinari, che hanno trasformato gli uccelli nei viaggiatori per eccellenza tra tutti gli animali. Questi adattamenti coinvolgono la morfologia, la fisiologia, l’ecologia ed il comportamento degli uccelli migratori”. (Fernando Spina in Guida cit)

Ventotene e il suo mare

Nel corso della migrazione ci può essere anche un cambio di rotta, determinata  dalla scelta di ambienti geografici più adatti e favorevoli, anche il cambio direzione è un carattere genetico.

Per poter affrontare questi lunghi viaggi, le caratteristiche sono fisiologiche e morfologiche, nello specifico debbono mangiare in continuazione per accumulare grasso che equivale a scorta di energia e morfologicamente, hanno l’apparato digerente, particolarmente ridotto, dato rilevato ad esempio nei passeriformi che sostano a Ventotene.

Marcati più di 650.000 uccelli, 212 specie denuncia della mole della biodiversità nelle regioni insulari mediterranee.

 

Isola di Ventotene : gli inanellamenti

Alcuni esempi: il Beccafico-Sylvia borin, specie con il maggior numero di inanellati. Tra i super predatori per antonomasia il Falco pellegrino Falco peregrinus brookei.  La Quaglia Coturnix coturnix , uccello che veniva catturato a Ventotene a santo Stefano sin dai tempi classici, dai romani all’istituzione della riserva.

 

Dallo scrivere all’osservazione Laura Tenuta ascolta le sirene di Ulisse

Berta maggiore

Per assaporare sul campo l’attività di Sara Riello (Direttrice del Museo della Migrazione ed Osservatorio Ornitologico situato sull’ isola di Ventotene) ho preso parte alla visita guidata in mare, al largo, osservando la macchia che le numerose Berte sia minori che maggiori, creano stando in gruppo sull’acqua. Al calare della sera, con il buio completo, danno vita ad una danza nel cielo, emettendo un verso particolare ed un po’ inquietante, per poi  raggiungere le terra e i loro nidi.

La Berta maggiore Calonectris diomedea è  quella del canto dalle sirene narrato nella nella mitologia da Omero nell’Odissea e del viaggio degli Argonauti.

Inizialmente, queste creature mitologiche, le sirene, erano metà donna e metà uccello, solo nel medioevo diverranno ….metà pesce.

Laura Tenuta

Il loro canto inquietante, simile al pianto di un bambino, era quello che attirava i marinai verso gli scogli.

La leggenda e la mitologia narrano…

Così Ulisse (nelle fonti rinvenute, probabilmente si trovava a navigare all’altezza del Circeo, costa di fronte a Ventotene) seguendo l’ammonimento della maga Circe fa mettere della cera nelle orecchie dei marinai, mentre lui preferisce ascoltare il canto  facendosi legare all’albero maestro.

testo e foto di Laura Tenuta

Luoghi Rurali

 

 

 

Testo Laura Tenuta

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