Alimentare – Prendiamo spunto dall’articolo recentemente comparso su Libero in cui si parla di un problema ben noto, ovvero la forte importazione di prodotti agricoli a danno della nostra AGRICOLTURA, per fare qualche riflessione.

Nel tacito assenso di chi ci governa negli ultimi 15 anni le produzioni agricole di mais, frutta, ortaggi carni e altro ancora sono drasticamente crollate. Un azienda agricola su quattro ha chiuso. L’importazione di prodotti dall’estero sta condannando la nostra produzione agricola mettendo in forte crisi un comparto che era molto solido rappresentando una delle eccelenze per il “made in Italy” .  Un crollo della produzione che mette a dura prova gli agricoltori costretti a subire le forti speculazione europee e dei grandi controllori del settore.

Basti pensare, giusto per fare un paio di esempi, che oggi una tazzina di caffè al bar la paghiamo quanto vengono pagati tre litri di latte all’allevatore,  oppure 11 uova.

Dal latte alle arance siciliane, spesso i prodotti dei campi sono venduti sottocosto con il risultato che in 15 anni sono fallite oltre 300mila imprese. A salvarsi è solo chi riesce a saltare la filiera distributiva, ma non tutti se lo possono permettere.

Parlando sempre di “alimentare” è noto che fra l’Italia, l’Europa ed il resto del mondo non ci sono molte differenze. La Fao registra in particolare i prezzi dei cereali, della carne, dei prodotti lattiero caseari, degli oli vegetali e dello zucchero. L’ultimo rilevamento – gennaio 2016 contro dicembre 2015 – ha accertato una diminuzione dei prezzi pari all’1,9%, riportando così il listino ai livelli del 2009.

Ma la questione è un altra:  se non sei più in grado di produrre alimenti sani perché non ti pagano il prezzo giusto, il cibo arriverà  – anzi, sta arrivando – da altri paesi che hanno regole e controlli più leggeri o comunque diversi dai nostri.  La sicurezza alimentare viene messa in discussione. Il mercato alimentare è come quello della benzina: il petrolio va su (soprattutto giù) ed i prezzi alla pompa restano fermi. Così è per il latte, la pasta, il pane e quasi tutto il resto.

Nella guerra commerciale dei prezzi spesso sono proprio pochi centesimi a decidere il successo o il fallimento.

Luoghi Rurali – la redazione

 

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