AL CASTELLO DI BRESCIA I PARTECIPANTI AGLI OSCAR GREEN:

DALL’INDIANA JONES DEGLI ULIVI ALLA TELEVISIONE IN CASCINA

 

Brescia, 7 maggio 2017 – Dall’Indiana Jones degli ulivi perduti all’agriterapia ad alta quota con la pedagogia del silenzio, fino alla televisione in cascina. Sono solo alcune delle esperienze presentate al convegno di Giovani Impresa nella cornice della due giorni “COL gusto DIRETTI in castello” organizzata al Castello di Brescia da Coldiretti, moderati da Luca Riva di Radio Vera,  alla presenza del Presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini, della delegata nazionale di Giovani Impresa Marialetizia Gardoni, del delegato provinciale di Giovani Impresa Giancarlo Picco e di sei aziende bresciane in rappresentanza delle tredici candidate alle finali regionali dell’Oscar Green 2017.

Sono ragazzi e ragazze che gestiscono in modo innovativo le proprie aziende – spiega Giancarlo Picco, delegato di Giovani Impresa Coldiretti Brescia – e che quest’anno parteciperanno all’undicesima edizione dell’Oscar Green, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa con l’obiettivo di valorizzare le giovani realtà imprenditoriali italiane del settore agricolo e alimentare che sono state capaci di emergere tra le altre grazie a un modello di impresa innovativo e sostenibile”.

Oscar Green non è solo un concorso ma il racconto di un settore che in questi anni ha saputo reinterpretarsi affidandosi anche alla capacità innovativa di una nuova generazione di imprenditori agricoli  – interviene il Presidente di Coldiretti Brescia e Coldiretti Lombardia Ettore Prandini – da oltre dieci anni mettiamo in luce le persone e le storie che stanno facendo dell’agroalimentare bresciano una traiettoria di successo, un baule di sogni che diventano progetti, una possibilità di futuro”.

“Queste esperienze – ha aggiunto  Maria Letizia Gardoni delegata nazionale Giovani Impresa – hanno dimostrato che mentre si parla tanto di cervelli in fuga, le nuove generazioni di imprenditori agricoli stanno dimostrando di essere cervelli che restano e di essere una risorsa per il Paese”.

 

OSCAR GREEN 

Queste le sei esperienze bresciane candidate alle finali regionali degli Oscar Green 2017 che hanno trasmesso positività, capacità di innovazione, voglia di crederci e speranza per il futuro dell’imprenditorialità agricola:

 

L’INDIANA JONES DEGLI ULIVI PERDUTI

L’amore verso il territorio ha portato Maurizio Ribola al recupero di uliveti abbandonati a Montisola. Oggi coltiva diverse cultivar tra cui “Nepos”, “Avus” e la “Sbresa”, varietà autoctona dell’isola. Se il nonno settant’anni fa aveva puntato sul “Leccino”, una cultivar all’epoca poco diffusa e oggi molto di moda, ora Maurizio guarda al passato per valorizzare i sapori e i gusti del territorio, grazie anche alla vendita diretta.

 

DALLA CITTA’ ALL’AGRICOLTURA EROICA

Aprire un’azienda agricola partendo da zero. È il sogno diventato realtà di Stefania Reali che dopo una laurea in agraria ha deciso di lasciare la città e acquistare un piccolo appezzamento di terreno a Ludizzo di Bovegno in alta Val Trompia, con una cascina da ristrutturare. Insieme a lei il marito Simone, conosciuto sui banchi dell’università, che ancora oggi si divide tra il lavoro in campagna e un impiego in un’azienda di servizi. “Siamo partiti nel 2012 – ricorda Stefania – e la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di realizzare dei terrazzamenti per impiantare il primo frutteto. Oggi coltiviamo mele, pere, ciliegie di antiche varietà e piccoli frutti. La lavorazione è manuale perché siamo in una zona che non permette l’utilizzo di attrezzature. Pratichiamo il sovescio dei gradoni messi a riposo secondo la rotazione quadriennale e utilizziamo specie vegetali utili anche alla sopravvivenza degli insetti impollinatori”. Il sogno nel cassetto di Stefania e Simone è quello di diventare fattoria sociale per lavorare con anziani, disabili, e persone con difficoltà.

 

LA STORIA DELL’AZIENDA IN ETICHETTA

Raccontare la storia e le caratteristiche dell’azienda attraverso le etichette. È l’idea di Mattia Zordan che, insieme alle sorelle Elisa ed Elena, ha cambiato il volto dell’attività vitivinicola di famiglia a Sirmione puntando su sostenibilità e rispetto per l’ambiente: il vino viene prodotto con un utilizzo ridotto della chimica e viene poi conservato in nuove bottiglie che abbattono l’impatto ambientale grazie a un peso inferiore di cento grammi rispetto alle precedenti e a una chiusura in alluminio e a vite. Le nuove bottiglie sono identificate da etichette originali e personalizzate che racchiudono in sé la storia della famiglia: da quella che rappresenta i mappali aziendali degli anni Ottanta, a quella dedicata a Nora la figlia di Elisa, fino a quella su cui viene stilizzata l’argilla che caratterizza i terreni aziendali. Ma quella più curiosa rappresenta l’encefalogramma di Mattia a simboleggiare il suo amore per questo lavoro:  “Fin da piccolo avevo in testa un sogno: quello di realizzare un certo tipo di vino  e oggi finalmente ci sono riuscito – spiega Mattia – quale modo migliore per raccontarlo ai consumatori?”

 

I SALUMI CON LA CARTA D’IDENTITA’ ELETTRONICA

Laura Marchesini produce salumi senza glutine e privi di lattosio. Per assicurare la massima trasparenza possibile al consumatore, tutti i prodotti sono dotati di un QR – code che ne garantisce la tracciabilità. “Per noi è molto importante innovare e offrire sempre qualcosa di nuovo ai consumatori – spiega Laura Marchesini – Per questo abbiamo recentemente introdotto le chicche di salame”. Tutti i processi produttivi aziendali, inoltre, sono alimentati dalla luce solare tramite pannelli fotovoltaici.

 

LA TELEVISIONE IN CASCINA

Un canale video dedicato a tutte le attività aziendali, rivolto ai consumatori e ai clienti con l’obiettivo di creare una vera e propria “agri-community” per fare rete. È il sogno di Cristian Benaglio che, dopo 12 anni tra televisione e cinema, ha deciso di dedicarsi all’attività di famiglia e trasformarla in una fattoria multifunzionale aperta al pubblico con eventi e appuntamenti di varia natura. Grazie al suo passato nel mondo dell’audiovisivo, Cristian sogna di dare risalto a tutto quello che realizzerà nella sua azienda attraverso un video diario della fattoria da diffondere grazie al web e ai social network.

 

Dopo una laurea in sociologia e un passato in banca, Stefano Lancini ha deciso di puntare sull’agricoltura con un progetto che coniuga imprenditoria e ricerca di senso. Al suo fianco la compagna Alessandra. Le montagne come generatrici di equilibrio tra prodotto e significato. Convertire vecchi pascoli e coltivare erbe officinali da trasformare in creme e tisane di alta qualità. Recuperare una baita di montagna e creare un salotto dove proporre “pedagogia del silenzio, della salita e del bosco” per ragazzi, adulti, famiglie e manager. Il silenzio e la natura non come fuga, ma come setting per conciliare la ricerca di sé, rigenerarsi e ripartire più consapevoli nel vivere le relazioni e la quotidianità.

 

 

 

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