Bardana – il nostro amico naturalista ci parla oggi di una pianta davvero particolare

Bardana : un vecchio proverbio dice: “Se la vecchiaia vuoi tener lontana, fatti amico della cicoria e della bardana

Arctium lappa L. – fam. Asteraceae

Sinonimi: bardana maggiore, lappola.

 Dopo questa breve introduzione Domenico Gabrieli ci porta, attraverso la sua ricerca, a conoscere meglio questa pianta o erba spontanea, commestibile e salutare

Bardana - Il frutto della Bardana è achenio di color bruno con macchie nere
Bardana, una pianta salutare

Bardana – Etimologia: il nome Arctium, come tanti altri, fu introdotto nella sistematica da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso. Probabilmente si fa riferimento alla villosità e all’aspetto ispido della pianta. Il nome della specie potrebbe derivare dal celtico: llap che in questa lingua vuol dire mano. Infatti il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa gli passi vicino. Mentre un’altra etimologia lo fa derivare dal greco: labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali. La pianta risulta conosciuta fin dall’antichità. Si hanno notizie di antica data della sua coltivazione come ortaggio e pianta medicinale.

Fioritura : luglio, settembre.

 Bardana – Descrizione

 Pianta biennale spesso alta più di 1 metro con radice fusiforme grossa e carnosa. Il fusto eretto è molto ramificato e vigoroso e supporta foglie alterne ovali o cordate, cuoriformi con margine ondulato. I fiori sono capolini, di color porporino.

Il frutto della Bardana è achenio di color bruno con macchie nere con pappo di setole corte. Se proviamo a staccare una foglia noteremo la presenza di nervi o cordoni resistenti che vedremo poi uscire dal picciolo come barbe setolose di un pennello grossolano. Queste nervature diminuiscono l’ espansione fogliare dandogli un aspetto quasi arricciato, al solo scopo di proteggerla dall’eccessiva azione dei raggi solari e per formare piccole depressioni che favoriscono la raccolta e la scolatura dell’acqua piovana verso il picciolo.

Sono poi i boccioli che lasceranno poi uscire in alto un largo ciuffo di piccoli fiori rosso violacei muniti di uno stimma bifido, hanno sempre rappresentato per i ragazzi un divertimento grazie alla proprietà che hanno di attaccarsi con facilità ai vestiti. La gioia di buttare queste palle sulla giacca del compagno, magari a sua insaputa li fa spesso sbellicare dalle risate. Ancor più dei boccioli servono per questo gioco i frutti, nei quali la proprietà delle brattee uncinate si è resa più efficace, perché sia più facile ad essi l’aggrapparsi e il farsi trasportare lontano per la disseminazione.

La radice è un ottimo depurativo del sangue ….

La radice grossa a fittone carnoso e legnoso è usata in medicina perché contiene principi simili alla penicillina e viene usata per decozioni. E’ ottima come rimedio specifico per le foruncolosi ed un efficace depurativo del sangue. In Giappone dove è divenuto un ortaggio popolare col nome di gobo) ha un ricca tradizione di ricette alimentari con questa pianta. Possono essere mangiati anche i gambi crudi in insalata (ma prima vanno privati della corteccia esterna e comunque devono essere prelevati da una pianta giovane).

BARDANA – PROPRIETÀ E IMPIEGO

Bardana - esrbe spontanee
Il bocciolo della Bardana

Fin dall’antichità questa pianta ha fama di pianta medicinale, le foglie schiacciate e applicate sulla pelle hanno azione battericida e alleviano il dolore delle punture d’insetti. Recenti studi hanno dimostrato gli effetti epatoprotettivi e antiossidanti e vi sono studi per la ricerca di effetti antitumorali. Nella radice fresca sono stati scoperte sostanze antibiotiche (poliacetileni) molto simili alla penicillina.

CURIOSITÀ

BARDANA “Se la vecchiaia vuoi tener lontana, fatti amico della cicoria e della bardana”
Bardana – una pianta medicinale e commestibile

La bardana è anche un alimento, sano e nutriente. Si utilizzano le radici, le giovani foglie e il gambo floreale. Per le radici e le foglie è meglio scegliere le giovani piante di un anno, che non fioriscono e si limitano a formare una rosetta di foglie carnose.

La radice estratta dal terreno ben lavata, si consuma lessata e condita. Le foglie se molto tenere si possono mangiare in insalata altrimenti si lessano al vapore. Rappresenta la pianta medicinale per l’allevamento della chiocciola. Studiando la particolare caratteristica dei suoi capolini ricurvi, utilizzati per la dispersione dei suoi semi attraverso gli animali, la cui caratteristica più nota è quella di attaccarsi ai vestiti, sembra che abbiano ispirato l’inventore del sistema apri e chiudi: il velcro.

a cura di :

Domenico Gabrieli – naturalista

Domenico Gabrieli - naturalista
Domenico Gabrieli – naturalista

 

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