Borsa del pastore o erba Borsa – per la nostra rubrica Erbe spontanee a cura del naturalista  Domenico Gabrieli 

Capsella bursa pastoris L. – fam. Brassicaceae

Borsa del Pastore – sinonimi : erba storna, cassetta, scarsellina, borsapastore comu- ne, cassella, erba borsa, borsacchina, cimino, grataróle

Borsa del Pastore - erbe spontanee
Borsa del Pastore – erbe spontanee – fiorisce praticamente sempre

Etimologia: l’epiteto generico deriva dal latino “capsa” , cioè un contenitore atto alla custodia dei rotoli di papiro che per estensione assunse in seguito significato di contenitore di oggetti preziosi, cofanetto, piccola borsa; l’epiteto specifico fa riferimento è alla forma dei frutti, triangolari con base a forma di cuneo, che ricordano la bisaccia usata dei pastori. Riassumendo: piccolo cofanetto, simile alla bisaccia usata dai pastori. Ho trovato questa interessante disquisizione sulla possibile etimologia e ve la segnalo: si sostiene che il frutto non assomigli affatto ad un “piccolo cofanetto” e meno che mai alla “bisaccia del pastore”, ma bensì ha la forma di una zeppa, facendo risalire l’etimologia all’accadico “burussu” = tappo, turacciolo + “paštu” = ascia, scure’, col significato complessivo di “tappo /zeppa a forma di scure”.

Fioritura : quasi tutto l’ anno.

 

DESCRIZIONE

Pianta annuale o biennale, erbacea, di aspetto estremamente variabile, con radice legnosa a fittone, fusti eretti, esili, ramificati glabri o coperti di corti peli; altezza 10÷60 cm. La pianta se stropicciata emana un forte odore di solforato. Le foglie hanno forma estremamente variabile, le basali riunite in rosetta, hanno un breve picciolo, sono lanceolate-lobate, dentate o intere, le cauline sono sessili, hanno forma sagittata. I fiori sono ermafroditi, riuniti in piccoli grappoli terminali su racemi senza foglie; di colore bianco, hanno calice composto da 4 sepali verdi, ovali, aperti. La corolla è composta da 4 petali bianchi, opposti, più lunghi dei sepali del calice.

I frutti sono siliquette appiattite, contengono piccoli semi oblunghi di colore marrone.

BORSA DEL PASTORE – PROPRIETÀ E IMPIEGO

Borsa del Pastore
Borsa del Pastore – Utile anche nella cura delle epistassi, delle diarree, delle emorroidi

A differenza di molte altre, le capacità terapeuti- che di questa pianta sono rimaste sconosciute per secoli, solo nel tardo Medioevo se ne scoprirono le virtù astringenti ed emostatiche. Utile nelle metrorragie e nelle menorragie di lieve entità, della pubertà e della menopausa; capace di frenare e regolare i flussi mestruali troppo abbondanti. In questi casi agisce a livello della muscolatura uterina, favorendone la contrazione e determinando, come conseguenza, un freno all’emorragia in corso e di riflesso regolarizza la cadenza del ciclo mestruale, soprattutto nei soggetti con mestruazioni abbondanti e dolorose. Utile anche nella cura delle epistassi, delle diarree, delle emorroidi e del- le varici. Lo stelo fresco, tritato e macerato per 24 ore nell’aceto può essere applicato sulle infezioni cutanee. Dopo la scoperta degli alcaloidi della Segale cornuta il suo impiego è stato abbandonato a causa della scarsa affidabilità dei suoi effetti, che dipendono dall’età del preparato. Dai semi, in tempo di carestia, si estraeva olio. La Capsella si consuma generalmente con altre insalate rustiche, in particolare si accompagna bene con il radicchio selvatico. In alcune località viene mangiata anche cotta.

 

BORSA DEL PASTORE – CURIOSITÀ

Borsa del Pastore
Borsa del Pastore – Si racconta come un pastore, che curava con questa pianta le sue pecore, riuscisse ad arrestare una emorragia uterina di una giovane donna

Si racconta come un pastore, che curava con questa pianta le sue pecore, riuscisse ad arrestare una emorragia uterina di una giovane donna somministrandole ogni ora, un cucchiaio di succo fresco della pianta. Per migliaia di anni la Borsa del pastore è stata impiegata come alimento: i semi di questa pianta sono stati ritrovati nello stomaco dell’uomo di Tollund, (ca. 500 a.C.- 400 d.C.) e negli insediamenti neolitici di Çatal Hüyük, importante centro abitato dell’epoca neolitica sito nella regione di Konya in Turchia, che risalgo- no al 6.000 a.C.

I semi di C. bursa-pastoris, quando si inumidiscono secernono un fluido viscoso in grado di catturare insetti ma, sebbene sia stata dimostrata la produzione di enzimi digestivi e la capacità di assorbi- mento degli elementi organici intrappolati sulla superficie, ancora non si conoscono i vantaggi che potrebbe trarre la pianta da questa situazione. Le sue proprietà medicinali furono riconosciute nel XVI secolo dal naturalista senese Mattioli.

AVVERTENZE

Per l’azione stimolante sull’utero, è meglio non utilizzare questa pianta in gravidanza.

 

Erbe spontanee, colori, curiosità e proprietà a cura di Domenico Gabrieli 

Domenico Gabrieli - naturalista
Domenico Gabrieli – naturalista

 

 

 

 

 

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