CONFAGRICOLTURA BRESCIA RESTA IN PRIMA LINEA SUI PROBLEMI DEL SETTORE LATTE

Latte – Aflatossine? “Con la cisgenesi elimineremmo per sempre il problema per i nostri allevatori e per i consumatori”

 

Latte

 -I vicepresidenti di Confagricoltura Brescia fanno chiarezza sui principali problemi del settore. Barbieri: “Ci saranno flessioni importanti sul prezzo, ma la materia grassa del latte terrà positive le quotazioni”. Garbelli: “Questa siccità ci impone una riflessione seria sulle infrastrutture di irrigazione. Per debellare le aflatossine negli allevatori saranno costretti a comprare mais sano cisgenico coltivato all’estero”.

 

 I problemi del “Latte” 

Dopo un’estate di quotazioni interessanti per tutti gli attori del mercato del latte italiano, torna con puntualità ciclica il problema delle sovrapproduzioni che impongono riflessioni e strategie da parte dei rappresentanti degli enti e della rappresentanza di categoria.

Luigi Barbieri, vicepresidente di Confagricoltura Brescia e presidente nazionale della Federazione nazionale di prodotto Latte, dopo la Consulta Latte di giovedì sera interviene sul tema dei prezzi, sottolineando come “per tutta l’estate le oscillazioni sono sempre state positive, ma ora è iniziata la preoccupazione per tutto il mercato italiano. Le produzioni di latte stanno aumentando in ogni Stato europeo – spiega Barbieri – e ci sono serie previsioni di importanti flessioni del prezzo; il Grana Padano è in difficoltà, ma per fortuna regge la materia grassa del latte, ossia il burro, che viene richiesto da più mercati ed anche il Parmigiano Reggiano continua a sostenere alti livelli di quotazione”.

Giovanni Garbelli

In queste ultime ore emergono anche le problematiche in merito al livello di aflatossine presente nel mais e di conseguenza nel latte. Giovanni Garbelli, cerealicoltore di Orzinuovi e vicepresidente di Confagricoltura Brescia e Lombardia, pone l’accento su due elementi fondamentali per superare per sempre questa problematica che mette in crisi non solo i bilanci degli allevatori, ma anche la credibilità di tutto il sistema agroalimentare italiano.

La siccità ci impone considerazioni specifiche sull’uso dell’acqua e sulla necessità di efficientare le strutture di irrigazione della Lombardia e sono fiducioso nelle prossime direttive del Piano di Sviluppo Rurale che presterà sicuramente maggiore attenzione al tema dell’acqua in agricoltura”. Ed è proprio in relazione allo stress delle colture che Confagricoltura sottolinea ancora una volta l’importanza di dare seguito alle scoperte scientifiche a favore del settore primario: “Il mais coltivato in Italia, oltre a subire la carenza di risorse idriche, subisce l’attacco della Piralide e – prosegue Garbelli – questo fatto potrebbe essere tranquillamente evitato coltivando mais frutto di ricerche e sviluppo cisgenico, in quanto in tutto il mondo si coltiva già mais che non viene bucato da questo insetto”. Questo problema ha ovviamente ricadute anche sul bilancio economico degli agricoltori: “Gli allevatori saranno costretti a comprare mais sano cisgenico o coltivato nelle regioni del nord Europa dove il clima è molto favorevole a questa coltura – conclude Barbieri -: i rimedi naturali che già adottiamo per debellare questo insetto non assolutamente sono sufficienti”.

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