DAZI SU RISO ASIATICO, ROLFI: ASPETTIAMO ATTIVAZIONE. 

Dazi – L’importazione a dazio “zero” dal 2012 ha prodotto gravi danni ai produttori di riso italiani.

Dazi - Dall'UE il ripristino
Dazi – produzione di riso in Lombardia

Dazi -La Lombardia è una delle aree di maggiore coltivazione per il riso, dove si registra una produzione del 40% su base nazionale, con circa 100 mila ettari di coltivazioni ogni anno. Un dato ragguardevole se si calcola che i produttori sono davvero moltissimi. Il Governo italiano si sta impegnando affinché in sede europea si giunga presto ad una definizione per ripristinare i dazi sull’importazione di riso da paesi come Cambogia e Myanmar che dal 2012 ha inciso con oltre il 30%. un danno economico che ha causato forti ripercussioni sui prezzi a danno dei nostri agricoltori. La nuova sfida sarà poi quella di rafforzare i controlli sull’import perché è inaccettabile che nel nostro Paese entri riso raccolto attraverso lo sfruttamento minorile e che viene coltivato usando pesticidi vietati in Italia. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare sulla promozione e la certificazione della qualità del nostro riso

Dazi sull’import di riso

L’assessore lombardo  all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi   è infatti intervenuto sulla questione ribadendo :“Mi auguro che ora la Commissione europea attivi al più presto il ripristino dei dazi nei confronti delle importazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar. La votazione a maggioranza ha  confermato una intenzione positiva. La Lombardia produce oltre il 40% del riso italiano, circa 100 mila ettari all’anno. Ci sono 1.800 produttori che aspettano questa notizia. Ringrazio il governo italiano per l’impegno in sede europea e gli europarlamentari lombardi”.

Dazi – L’assessore regionale lombardo ha poi aggiunto: “ Si tratta del minimo sindacale dopo anni di sordità e distanza da parte dell’Europa.  Ora l’UE riconosce, seppur con grave ritardo, i devastanti danni economici dovuti all’importazione a dazio zero da Paesi che non rispettano i requisiti di sicurezza alimentare e nemmeno i diritti umani. La Regione continua il proprio impegno in difesa della produzione lombarda, che si caratterizza in tutto il mondo per la qualità e la sicurezza alimentare” 

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