GRANA PADANO: “RISTORAZIONE INDICHI PROVENIENZA INGREDIENTI MENU’. GARANTIRE TRASPARENZA A CONSUMATORE”

Le statistiche diffuse da Coldiretti dicono che mediamente un italiano spende oltre il 35% del suo ‘budget alimentare’ annuo nei 290.000 punti di ristorazione operanti in Italia (ristoranti, alberghi, self-service, mense e bar) pari a 76 miliardi annui. L’85% di questi punti di ristoro, secondo rilevazioni Iri/CHD, hanno uno scontrino medio che va dai 10 ai 30 euro.

Un’immagine del Grana Padano. 

“Partendo da questi dati – commenta Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano, il prodotto DOP più consumato del mondo con oltre 4 milioni e 800 mila forme annue vendute nel mondo –  riteniamo un gesto di doverosa trasparenza a favore del consumatore indicare la tipologia e la provenienza degli ingredienti usati nelle cucine o dietro i banconi di tutti i 290.000 punti di ristorazione e non solo di alcuni di essi. Ci auguriamo che ciò possa avvenire almeno per tre grandi categorie di prodotto: i formaggi, le carni e gli olii. Un’azione utile e necessaria per eliminare quella che rimane ‘un’area grigi consumatora’ nello scenario del food italiano che, dopo l’etichettatura e la separazione negli scaffali della grande distribuzione,  sta facendo passi da gigante sulla chiarezza e sulla trasparenza per i consumatori”.

Grana Padano rileva poi che lo share negli acquisti delle famiglie è sopra il 56%, mentre scende sotto il 47% nelle vendite globali in Italia, di contro i similgrana hanno uno share del 12% nelle famiglie che sale fino al 20 nelle vendite globali (Fonti IRi).

“Cioè – aggiunge Berni – quando a scegliere è direttamente il consumatore che privilegia qualità, affidabilità, provenienza, tracciabilità e trasparenza il Grana Padano vince; quando invece il driver di scelta è pressoché unicamente il prezzo allora vengono preferiti gli assai più convenienti similari. Come sempre ancora una volta la chiarezza verso i consumatori è premiante. E il consumatore – conclude il direttore del Consorzio Grana Padano – ha il diritto di essere informato sempre, anche quando si alimenta in ognuno dei 290.000 punti di ristoro attivi in Italia”.

Grana Padano- ufficio stampa

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