I funghi tra mitologia, storia e attualità – Impariamo a conoscerli in sicurezza

L’antropologa Laura Tenuta ci porta a conoscere i funghi attraverso alcuni spunti storici 

I funghi
L’etnomicologia è la disciplina scientifica che studia il rapporto dell’uomo con i funghi

I funghi …. – Un sinergismo interdisciplinare, rende ai funghi la possibilità di intersecare il saper botanico con quello antropologico-filologico per sfociare in un sapere tanto scientifico quanto umanistico.
L’etnomicologia (la disciplina scientifica che studia il rapporto dell’uomo con i funghi) , branca dell’etnobotanica, tenta di rintracciare il ruolo culturale del fungo nei secoli ed il loro rapporto con l’uomo.

Divisa in varie sfere, tra di esse, etnomicologia dei funghi eduli, tossicologica, medicinale, manifatturiera, magica, dei fungi psicoattivi.

I funghi …. – Già conosciuti nella Preistoria per accendere il fuoco, nel tempo hanno occupato sia la sfera alimentare che quella religiosa.  Tra ipotesi, congetture e dati certi, sembra che nel ciceone (bevanda usata durante i rituali dei Misteri di eleusi in Grecia) ci fosse anche  l’Amanita muscaria.

Sempre in Grecia, simbolo di vita, Perseo dopo essersi dissetato con acqua raccolta in un cappello di fungo, fondò la città) di Micene (dal greco mykés fungo).

Al tempo dei romani il concetto assume esattamente il contrario e l’etomologia ne fa un simbolo di morte:, esattamente portatore di morte (dal lat fanus morte ago porto portare) tant’è che sembra che la moglie di Agrippa, lo avvelenò proprio con i funghi.

Nella mitologia nordica, a Odino che fugge dai demoni, cadono dalla bocca gocce di bava rossa che si trasformano in funghi rossi (Amanita falloide), i demoni si cibano e vengono così sconfitti.

Robert Gordon Wasson considerato il padre dell’etnomicologia.

In viaggio in Messico incontrò una curandera che nei suoi rituali sciamanici, faceva uso di funghi allucinogeni; un’articolo divulgativo generò interesse tra i beatnik ed hippy, gruppi che ai tempi erano in cerca di sostanze estasiatiche, al punto da creare problemi alla curandera stessa.

Lo stesso Wasson, alla fine degli anni ’60, spostò l’attenzione sullo studio del soma intossicante vetico ricavato dall’Amanita muscaria.

Passando in rassegna la etnomicologia dei funghi eduli, tra pratiche di raccolta, conservazione e ricette culinarie tante le pratiche.

I funghi …. – In un territorio come l’Italia, tra dialetti e costumi nette differenziazioni, tra gergo raccolta ed uso.

Branca della biologia la micologia che studia i miceni per nomenclatura, tassonomia, fisiologia, citologia, ruolo ecologico.

I funghi
I funghi : Le specie conosciute sono decine di migliaia

Le specie conosciute sono decine di migliaia, cifra che aumenta se si considerano anche muschi e lieviti, secondo un calcolo britannico potrebbero arrivare ad una cifra esponenziale, seconda dopo quella degli insetti.

In Italia 331 i micologi specializzati, tra privati e personale delle strutture sanitarie competenti, 5000 le specie conosciute.

Sul territorio la raccolta è su grande scala, retta da un rigido regolamento.

Una legge nazionale ristringe il campo a livello regionale, nel Lazio la L.R. 32/98 disciplina la raccolta e commercializzazione, mentre la L.R.27/02/2020 al tesserino sostituisce l’attestato di frequenza al corso di formazione micologica.

Autunno 2020 grazie alla Proloco Sacrofano ed il Presidente Cera, con il patrocinio del Parco Di Veio e del Comune di Sacrofano, indetto un corso di formazione. (ma altri, tantissimi se ne tengono ogni anno in tutta Italia n.d.r.)

I funghi - per la raccolta una legge ...
I funghi – raccogliere solo quelli che si coniscono e quindi in sicurezza- rispettare sempre l’ambiente

 Elevato il numero dei partecipanti, in cattedra, in qualità di relatori/insegnati due specialisti che operano nel territorio, laurea come tecnici della prevenzione nelle Asl locali: Massimo Borri e Aristide Appolloni.

Ma quale è l’innovazione della legge che regola la raccolta dei funghi epigei spontanei  attraverso  il possesso di un titolo?

Primo la sicurezza che si prelevino solo miceti riconosciuti commestibili.  Secondo dal punto di vista botanico un estremo rispetto dell’ambiente, secondo i dettami scientifici.

Corretta raccolta e secolare tradizione, danno così luogo ad una cultura micologico-naturalistica ben condotta.

Laddove, per conoscenze ristrette, non si dovesse essere sicuri, raccomandato il  portare in visione, presso enti ed istituti gli esemplari da far analizzare.

Se ci si dovesse imbattere in esperienze non gradite, a Roma tre i centri antiveleno mentre per altri nosocomi, è prevista comunque una consulenza di micologi qualificati.

Laura Tenuta

 

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