Iperico o erba di S. Giovanni – una erba spontanea molto diffusa e utilizzata per curare diverse patologie

Iperico o erba di S. Giovanni - pianta spontanea
Iperico o erba di S. Giovanni

Iperico-  Nel Medioevo l’Iperico veniva appeso alle finestre e davanti le porte delle case per allontanare i demoni, gli incubi e gli spettri. Durante la notte di san Giovanni era usanza in molti paesi europei danzare tutta la notte cingendosi la testa con questa pianta e una volta giunti alle luci dell’alba , i fiori venivano lanciati sui tetti delle abitazioni per proteggerle dagli eventi atmosferici.

Hypericum perforatum L. – fam. Guttiferae

 Sinonimi: erba di S. Giovanni, scacciadiavoli, millebuchi o perforata.

Etimologia: l’origine del nome Hypericum è, come spesso accade, greca: Dioscoride, medico e botanico greco che visse a Roma, indicava con “upereikon” proprio la pianta dell’iperico. La parola greca ha la radice del verbo “upereiko” che significa spezzare, lacerare con probabile riferimento alle foglie che, in controluce, sono costellate di ghiandole trasparenti simili a perforazioni. È probabile che anche Linneo si riferì a questo carattere quando chiamò la specie perforatum. Proprio da questa osservazione derivò l’utilizzo medicamentoso e l’origine del nome popola- re. Il termine scaccia diavoli perché si riteneva in passato che potesse mettere in fuga gli inviati dal diavolo grazie al suo odore d’incenso.

Fioritura : maggio, agosto.

DESCRIZIONE

Iperico o anche "erba del sangue"
Iperico o anche “erba del sangue”

Iperico – Pianta con corto rizoma e fusto eretto (1mt) legnoso, e ramificato. Le foglie sono opposte, ovali o oblunghe, picchiettate di minuscole ghiandole trasparenti (contenenti l’essenza) che in controluce sembrano fiorellini. I fiori,di colore giallo carico, sono riuniti in una sorta di corimbo e compaiono in estate; se stropicciati colorano la pelle di rosso. Tutta la pianta emana un aroma gradevole. È una pianticella che in casi vera- mente estremi pur di assicurarsi la continuazione della specie si autofeconda (auto- gamia). La medicina popolare lo considera un ottimo rimedio contro le ulcerazioni, le scottature, le piaghe. Il fatto che i nostri antenati l’abbiano chiamata scaccia diavoli o anche erba delle streghe, sta a dimostrare che da gran tempo le sono state riconosciute proprietà prodigiose. Altro sinonimo molto usato è quello di erba del sangue” perché stropicciando i fiori le mani si colorano di rosso. L’olio di iperico che se ne ricava è pertanto da considerare un balsamo vulnerario e cicatrizzante. I fiori contengono due pigmenti: uno giallo e uno rosso; quest’ultimo, chiamato ipericina, è presente nei piccoli peli glandulosi di cui sono cosparsi sepali e petali. Ha il potere di rendere la pelle degli animali che se ne cibano molto sensibile alla luce solare; le parti depigmentate del corpo, se esposte al sole sono soggette a prurito..

PROPRIETÀ E IMPIEGO

Infuso, vino, tintura come sedativo del catarro espettorante per forme asmatiche. Per uso esterno l’olio (chiamato comunemente olio rosso) per massaggi e frizioni in caso di sciatica, artrite e reumatismi; lavaggi e compresse con il decotto per infiammazioni cutanee, piaghe e scottature; cataplasma con fiori freschi pestati per agevolare la cicatrizzazione di piaghe e piccole ferite. In cosmesi l’infuso per la pelle combatte arrossamenti e couperose, e aggiunto all’acqua del bagno ha un effetto tonificante; il decotto e l’olio per nutrire la pelle appassita e gli inestetismi della vecchiaia.

CURIOSITÀ

Iperico contro i demoni
Iperico- Nel Medioevo l’Iperico veniva appeso alle finestre e davanti le porte delle case per allontanare i demoni,

Iperico – In passato veniva considerata un’erba santa, capace di tenere lontani i demoni, e per questo appesa nelle case o utilizzata per fumigazioni “disinfestanti”. Durante le Crociate, i Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme curavano le ferite dei combattenti con questa pianta. Si basavano, per questo, sulla “dottrina dei segni”, secondo cui le infermità di ogni parte del corpo potevano essere curate con una pianta che di quella parte riproponga la forma. Proprio le “perforazioni” che furono osservate in controluce vennero paragonate alle ferite. Nella farmacia casalinga si usava e si usa tuttora come tintura oleosa per piaghe, piccole ferite e scottature. Attualmente l’estratto secco di iperico viene usato come antidepressivo: nel 1998, negli USA, il suo mercato ha registrato un fatturato di 121 milioni di dollari in continua crescita. È un farmaco sicuro ed efficace, testato da molte sperimentazioni, ma non è prudente la cura senza controllo medico sia per la valutazione della gravità dello stato depressivo, sia per le interazioni che l’iperico può avere con altri farmaci.

L’uso dell’iperico aveva assunto in Inghilterra e in Germania un sapore più ingenuo e romantico: messo a capo del letto, assicurava alla donna che vi dormiva un amore tanto più sereno e duraturo, quanto più freschi si presentavano i fiori al mattino successivo.

a cura di Domenico Gabrieli – naturalista e fotografo

Domenico Gabrieli

 

 

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