Lavanda: un erba spontanea meravigliosa, profumata e decorativa. Ecco una scheda completa curata dal nostro naturalista Domenica Gabrieli 

Erbe spontanee, colori, curiosità e proprietà 

Una scheda nella quale vengono spiegate le varie qualità di lavanda, le loro caratteristiche, l’uso medicinale e culinario.

Lavanda

Sinonimo : Lavandula vera  o spigo

Nome sistematico: Lavandula angustifolia, fam. Labiate

Fioritura: Giugno fine Luglio

                   

Lavanda una pianta dai mille usi
Lavanda: un erba spontanea meravigliosa, profumata e decorativa

Con il nome generico “Lavanda” vengono comunemente designate diverse piante del genere Lavandola, al quale sono ascritte 28 specie originarie del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. Di queste, quattro sono presenti nella flora spontanea italiana: Lavandula angustifolia, Lavandula latifoglia, Lavandula multifida e Lavandula stoechas. Altre, frutto di ibridazione o coltivate su scala industriale come varietà, si trovano talora inselvatichite. Sono piante suffruticose o arbustive, rustiche, ramosissime, con foglie più o meno lineari, grigio argentee, sempre profumate e fiori blu, porpora, lillaccini o azzurri tubulosi raccolti in spighe.

In natura le lavande frequentano gli ambienti aridi della macchia mediterranea, la grigia, i dirupi rocciosi e assolati, gli incolti sui quali è passato il fuoco, dal livello del mare al piano montano, la specie più intraprendente è l’angustifolia, che si spinge sino a 1800 metri di quota sulle Alpi marittime e sul Pollino.

Lvanda ottimo polline per le api

 In giardino le lavande sono ospiti assai decorativi, rusticissime e adattabili. Crescono anche nei terreni molto poveri, poco lavorati, calcarei (solo la Lavandula stoechas preferisce il terreno siliceo) in pieno sole e in assenza di acqua. Il fogliame sempreverde, il portamento cespuglioso, la resistenza a qualsiasi condizione climatica e a qualsiasi parassita, rendono ideali queste piante per siepi basse persistenti, per ricoprire scarpate rocciose per creare punti di luce nelle bordure e nelle aiuole perenni.

 Essendo piante a bassa manutenzione sono ottime anche per il verde pubblico, negli spartitraffico e a gruppi nei parchi. Crescono bene anche nei vasi e nelle fioriere sui balconi, purché sia garantito terriccio sufficiente e in inverno siano riparate contro un muro in posizione esposta a sud. Una potatura drastica in primavera e la regolare rimozione degli steli sfioriti, garantiscono la formazione di nuovi rami alla base e di conseguenza la maggior compattezza del portamento. Senza queste operazioni di pulizia, che stimolano il rinnovo della vegetazione, le lavande tendono a diventare legnose alla base, a crescere disordinate e ad aprirsi, scoprendole foglie secche al centro. Pare che le lavande tengono lontani da certi fiori (begoniette, primule, salvia splendes, crocchi ecc.) gli uccelli ingordi.

Lavanda …officinale

Tutte le specie hanno proprietà toniche, antisettiche, antispasmodiche, carminative, sedative, diuretiche, per la presenza in varie misure e soprattutto nelle sommità fiorite (Flores Lavandulea) di un olio essenziale contenente acetato di linalinea e una idrossicumarina (erniaria) e inoltre di tannino e di una saponina acida. La percentuale di principi attivi varia non solo da specie a specie, ma anche dall’ambiente di coltivazione. In erboristeria per uso interno, la lavanda più usata è la Lavanda angustifolia (il cui sinonimo Lavanda officinalis ne dichiara le proprietà medicinali); Lavandula stoechas è preferita per suffumigi e inalazioni, mentre la Lavandula latifoglia ha largo impiego in veterinaria, contro la rogna, le ecchimosi e le malattie degli zoccoli dei cavalli.

L’infuso di lavanda

Per la preparazione di un ottimo infuso si prendono 2 manciate di fiori essiccati in un litro di acqua bollente, filtrare dopo 10 minuti. Si ottiene così è un buon digestivo, calma la tosse, abbassa la febbre e arreca sollievo nell’influenza e nel mal di testa. L’olio di lavanda – olio essenziale-  (1 manciata di fiori essiccati in mezzo litro di olio d’oliva; far macerare un mese, quindi filtrare) usato a gocce (5-6) su zollette di zucchero è un rimedio alle vertigini e al mal di testa. Per uso esterno lo stesso olio può essere frizionato sulle parti del corpo doloranti a causa di reumatismi, contusioni e slogature e per impacchi sui capelli secchi. Il decotto (30 g di sommità essiccate in un litro di acqua) respirato sulla pentola nella quale è in ebollizione cura la laringite, l’asma e il catarro. Ciò che avanza del decotto può essere versato nel bagno e diluito con acqua non troppo calda (immergersi per 15 minuti). Il bagno alla lavanda è un buon sedativo, utile anche come disinfettante e deodorante della pelle. In cucina le lavande sono “di moda”. Sconosciute nella gastronomia tradizionale, sono invece presenti nella Nouvelle cusine.

Lavanda – Uso medicinale: la sua infusione è efficace nelle emicranie soprattutto quelle di origine digestiva, nelle vertigini, nella tosse asinina, nella laringite, nella bronchite cronica in cui essa agisce come calmante ed antisettico. Le sue virtù diuretiche e sudorifere si associano bene alla sua azione sedativa nelle malattie infettive, principalmente nelle febbri eruttive. Il decotto viene impiegato contro le contusioni, le slogature, le distorsioni, i dolori reumatici. Per uso esterno come blando disinfettante della pelle e delle mucose boccali.

 Lavanda – Uso culinario:  le cime fiorite sono usate nella cottura del pollo arrosto, negli stufati, per aromatizzare marmellate, gelatine e gelati; le cimette fiorite possono venire candite, mentre le foglie e i fiori vengono utilizzati per tè aromatici e calmanti.

Chi ricerca di continuo nuove emozioni per la tavola ……. nulla vieta di provare ad aromatizzare alla lavanda le carni bianche, l’ aceto, le marmellate. In piccola misura, una traccia dell’inconfondibile profumo giova ai piatti senza  personalità,cioè un po’ scipiti e consueti.

 

lavanda - distese colorate nella Provenza francese
Lavanda in Provenza

Marmellata delicata di mele delizia e lavanda: tagliare a fette le mele e pesarne un chilo. Metterle in pentola con 600 g di zucchero,la scorza grattugiata di un limone e un sacchetto di tela contenente una presa di fiori di lavanda. Far cuocere per mezz’ora, togliere la lavanda  e proseguire la cottura fino a quando la marmellata è rappresa al punto giusto. Versarla calda nei vasetti, lasciando poi raffreddare prima di chiuderli. Si serve con il the e con i biscotti secchi e burro.

Altre curiosità : oggi non si contano i prodotti industriali “alla Lavanda”:  dalla schiuma da bagno al liquido lavavetri; dal detersivo per la lavatrice, allo spray per la casa; dalle candele al sapone di Marsiglia, alle composizioni di fiori secchi…..

L’olio essenziale vene estratto dalle piante coltivate su larga scala principalmente in Francia(se ne ricavano 70 tonnellate all’anno) e in Italia (57 tonnellate nel 1989). Per l’uso privato basta coltivare due o tre piante per ottenere un raccolto sufficiente tutto l’anno. 

A cura di Domenico Gabrieli 

 

 

 

 

 

 

 

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