Lenticchie di Ventotene

Lenticchie di Ventotene
Lenticchie di Ventotene

Lenticchie di Ventotene – Le prime coltivazioni di lenticchie sull’Isola di Ventotene dovrebbero risalire  all’inizio del 1800, ma c’è addirittura chi sostiene che questa coltivazione fosse già diffusa ai tempi della colonizzazione romana sull’isola.

La semina della lenticchia avviene seguendo antiche tecniche: a “solchi” e a” fonti” che consiste nel dividere il terreno in piccole “chianuttelle” rettangolari dentro cui si realizzano con la zappa solchi lunghi circa sei passi dentro i quali si deposita con garbo il seme.

Una lavorazione, quella della semina che avviene tra gennaio e febbraio.

Laura Tenuta ha incontrato Andrea Biondo, agricoltore,  conversando con lui sulle note lenticchie di Ventotene

Ambiente, Agricoltura, Alimentazione

“L’agricoltura è l’attività principale che regola lo scambio tra uomo e ambiente, a partire dalla produzione di cibo. L’agricoltura nei millenni ha plasmato la cultura e le tradizioni delle comunità locali italiane, ne ha scandito i ritmi di lavoro e i giorni di festa, ha disegnato i territori e il paesaggio”. Così recita il Manifesto della nuova agricoltura di Legambiente.

Andrea Biondo, classe ‘70 imprenditore agricoltore di Ventotene.

Il suo è stato un percorso formativo partito dalla famiglia e dalla ruralità, ritrovandosi dapprima nella distribuzione alimentare, ma poi impegnato nella produzione di lenticchie, quella famosa di Ventotene.

Lenticchie di Ventotene – fasi della coltivazione

La produzione di questo legume è però condizionata, come spesso accade, dai problemi, generati dalla burocrazia e dalle  istituzioni; paletti e strozzature ovunque, leggi troppo rigide, che a tutt’oggi hanno impedito al suo prodotto di ricevere e quindi potersi fregiare della  DOP (Denominazione di Origine Protetta) che ne avrebbe assolutamente fatto acquisire valore e pregio.  Stessa cosa si dica per il Marchio della Riserva, a tutela e garanzia soprattutto del consumatore.

A tutto ciò si deve aggiungere il tempo, i cambiamenti climatici che incidono sulla regolarità della produzione, arrivando così ad avere un rendimento solo del 50/60 quintali su 10 ettari di terreno.

Lenticchie di Ventotene – Cosa chiede Andrea alle ‘istituzioni?

Andrea Biondo chiede sostanzialmente 2 cose: supporto e sostenibilità per le piccole realtà come la sua, deroghe e rivisitazione di quelli che sono i parametri generali come ad esempio il poter accedere al PSR (Piano di Sviluppo Rurale) regionale che richiede un minimo di 15 ettari di terreno lavorato.

Il dipartimento AGRICOLTURA della  Regione Lazio, non ha fino ad oggi programmato, progettato e  pianificato finanziamenti da erogare alle piccole imprese agricole come è questa che su questa  meravigliosa isola laziale con una produzione di nicchia portando avanti la cultura rurale e la tradizione.

Ventotene un gioiello del Tirreno

Ventotene è una piccola isola del Tirreno cosicché, anche la stessa macchinazione, diviene difficile: campi non limitrofi ma a macchia di leopardo, senza poter attuare un ricongiungimento fondiario.

Altro problema rilevante è quello dello spopolamento dell’isola nei mesi invernali.  Una situazione che mette  a dura prova il reddito dei residenti.

Una maggiore competitività ed un piano ben strutturato potrebbero essere di grande aiuto a questo comparto attraverso la creazione di posti durante il ciclo produttivo delle  Lenticchie di Ventotene.

Ma cosa ha di particolare, questo fiore all’occhiello, non solo ventotenese, bensì italiano?

La lenticchia di Ventotene, possiede buccia tenera, alto contenuto in ferro grazie a terreni di origine vulcanica, interno arancione ricco di vitamnine.

Lenticchie di Ventone : un appello al Governatore del Lazio

“Caro Governatore Nicola Zingaretti, non lasciare che il nostro paese, paese europeo che vanta il maggior numero di prodotti DOP, IGT e IGP , la nostra Regione, siano carenti in uno dei nostri punti di forza: l’agricoltura, offrendo loro maggiori incentivi e meno burocrazia. Queste piccole imprese che conservano una tradizione significativa, con duri sacrifici, hanno la necessità di accedere anche al credito agevolato. Non lasciatele morire “. L.T.

Per concludere una citazione veritiera del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, detta durante una conferenza tenuta all’Università della Svizzera italiana “Il futuro è nelle mani del contadino locale non delle multinazionali”. Cerchiamo di ricordare questo….per il bene di tutti !

a cura di : Laura Tenuta

Foto dal web su gentile concessione di Andrea Biondo

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