MANOVRA : COLDIRETTI DA PRIVATIZZARE TERRENI PER 10 MLD

PRANDINI: SOSTENERE VOGLIA CRESCITA IMPRESE AGRICOLE

Restituire al mondo agricolo le terre incolte o scarsamente utilizzate, ora nelle mani di amministrazioni pubbliche che non hanno competenza. Una riqualificazione importante e significativa per il rilancio di un economia che ha necessità di crescere. Questo emerge dal comunicato di Coldiretti in merito alla privatizzazione dei terreni che è stata messa nella Manovra di Bilancio.

 

MANOVRATerreni agricoli per un valore stimato di 9,9 miliardi in Italia sono nelle mani di amministrazioni pubbliche che hanno addirittura incrementato in valore di queste attività del 31% negli ultimi 15 anni. E’ quanto emerge da una ricerca della Coldiretti sulla base del report Istat sulla ricchezza non finanziaria in riferimento al famoso piano di privatizzazione annunciato dal Governo nella manovra che riguarda anche le proprietà fondiarie. Spesso si tratta – ribadisce la Coldiretti – di terreni scarsamente  utilizzati perché senza  una gestione imprenditoriale in grado di valorizzarli nel modo più conveniente, attraverso idee  e innovazioni che guardano al futuro e al mercato. Peraltro dopo un quinquennio di continue svalutazioni il prezzo della terra nel nostro paese è tornato ad aumentare già un anno fa ed superando  i 20.000 euro per ettaro, pur con una forte differenziazione territoriale con il Nordest dove si registrano valori di mercato diversi, oltre i 40.000 euro/ettaro e il Mezzogiorno dove la media si abbassa drasticamente  tra 8-13.000 euro/ettaro ( questo secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea).

Ettore Prandini – Presidente nazionale Coldiretti

In questi anni c’è stato un incremento – dichiara la Coldiretti – delle iniziative pubbliche per rimettere in produzione terreni a favore di imprese agricole vogliose di sviluppare le proprie attività, con particolare riguardo ai giovani come Terrevive o la Banca della terra nazionale curata dall’ISMEA con l’ultimo bando in scadenza il 2 dicembre. “L’affidamento di questi terreni deve essere orientato verso le imprese agricole per evitare le speculazioni e sostenere la competitività del settore” ha affermato il neo presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si toglierebbe così alla Pubblica amministrazione il compito improprio di coltivare la terra con il vantaggio di rispondere alla voglia di crescita delle imprese agricole anche per quelle guidate da giovani per i quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’ingresso nel settore.

Dati forniti da Coldiretti

 

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