OLIO EVO: Quale scegliere e come sceglierlo?

Olio EVO – in questo articolo articolo la naturopata e psicosomatica Samanta Robecchi ci spiega l’Olio EVO (acronimo di Olio Extra vergine di Oliva) ricco di proprietà benefiche per la nostra salute

Olio EVO
Olio EVO – le indicazioni di Samanta Robecchi

E’ un vanto della tradizione italiana, l’olio extra vergine di oliva, un alimento importante e salutare della nostra cucina.

Per trarre beneficio delle sue caratteristiche, dobbiamo però prestare attenzione alla scelta, vediamo insieme come acquistarlo.

UN CONDIMENTO PREZIOSO

L’olio extra vergine di oliva è il condimento per antonomasia più utilizzato e venduto nel nostro paese, ecco però che è anche il prodotto più contraffatto.

E’ davvero importante saperlo scegliere, per poter riceverne tutti i benefici per l’intero organismo, ma soprattutto per la salute di sangue e cervello.

Ne basta poco, per avere i grassi polinsaturi fondamentali per il buon funzionamento delle nostre cellule nervose.

Oggi sappiamo con certezza che dalle molteplici ricerche fatte su questo alimento “d’oro”, quali siano gli innumerevoli benefici, dalla prevenzione dell’arteriosclerosi alla depressione; niente a che fare con gli oli dei fast food, ricchi di tossine che appesantiscono il nostro fegato e deprimono il nostro cervello.

OLIO DI OLIVA O EXTRA VERGINE? ECCO DA DIFFERENZA

Olio EVO -saèerlo acquistare
Olio EVO -saèerlo acquistare

Nella grande distribuzione abbiamo un ampia scelta di oli, dal semplice olio di oliva, fino ad arrivare all’extra vergine di oliva. Vediamo insieme quali sono le differenze.

  • L‘olio non vergine è ricavato da un estrazione chimica o mista. L’estrazione chimica richiede l’uso di un solvente e di altre sostanze che modificano gusto e colore. Ecco quindi, che i problemi di questo olio non vergine sono chiari: una rimanenza di solventi all’interno del prodotto, e un’alterazione o eliminazione delle sostanze nutritive benefiche.
  • L’estrazione chimica richiede l’uso di un solvente e di altre sostanze che modificano gusto e colore. Ecco quindi, che i problemi di questo olio non vergine sono chiari: una rimanenza di solventi all’interno del prodotto, e un’alterazione o eliminazione delle sostanze nutritive benefiche.
  • L’olio vergine è ricavato da un processo di spremitura meccanica e poi lasciato decantare, poi centrifugato e filtrato, ma senza che il processo di spremitura alteri le caratteristiche iniziali del prodotto. L’acidità deve essere inferiore al 2%, e si distingue da quello “vergine” per proprietà piu pregiate.

IMPARIAMO LE ETICHETTE DELL’OLIO

Olio EVO da spremitura a freddo
Olio EVO da spremitura a freddo

E’ importante saper leggere le etichette di ciò che stiamo acquistando, soprattutto se di un alimento benefico per il nostro benessere.

Occorre conoscere, per intraprenderlo al meglio, il parametro dell’acidità dell’olio, che indica la qualità di base del prodotto. Se un olio è acido significa che le olive sono state danneggiate e quindi le qualità nutrizionali peggiorano; ecco perché in base al grado di acidità cambia la classificazione dell’olio.

– OLIO DI OLIVA LAMPANTE: con un acidità superiore al 2%, non commestibile ma utilizzato per lampade ad olio.

– OLIO DI OLIVA RAFFINATO: partendo dall’olio lampante, che viene raffinato con trattamenti come la disacidazione con soda, la deodorazione con vapore, la decolorazione e la demucillaginazione.

– OLIO DI OLIVA: è olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e oli di oliva vergini, mescolati per soddisfare certe caratteristiche, come l’abbassamento dell’acidità, senza però saperne esattamente la percentuale immessa. Ecco cosi, che noi assumiamo olio raffinato insieme a olio lampante. E’ l’olio peggiore che possiamo trovare, perché manca delle sostanze alimentari buone e ne aggiunge solo di dannose.

– OLIO DI SANSA GREGGIO: ottenuto per estrazione con un solvente da ciò che rimane della spremitura delle olive, bucce e noccioli, cioè dalla sansa, ma non è commestibile.

– OLIO DI SANSA RAFFINATO: è olio di sansa sottoposto agli stressi procedimenti di raffinazione dell’olio raffinato e non è commestibile.

– OLIO DI SANSA DI OLIVA: ottenuto dalla miscela dell’olio di sansa raffinato e di oli vergini, che ne regolano la commestibilità. E’ l’unico olio nella distribuzione come alimentare estratto con solvente e tra quelli in commercio è il peggiore.

– OLIO DI OLIVA DI PRIMA SPREMITURA ESTRATTO A FREDDO: olio vergine ottenuto con pressatura o con centrifugazione delle olive, ma tutto avviene sempre ad una temperatura inferiore ai 27°, per cui sono equivalenti.

Da dove arrivano le olive?

Abbiamo oggi una normativa sulle etichette, che ci obbliga ad indicare sulla confezione solo dove viene prodotto l’olio, il che però non è garanzia di qualità. La provenienza dell’olio è definita infatti come la sede legale dell’azienda proprietaria del frantoio. Quindi per esempio, in etichetta possiamo trovare scritto: olio prodotto nello stabilimento toscano, ma le olive possono provenire da altre parti del territorio senza obbligo di indicazione.

Mentre gli oli DOP e IGP, seguono una normativa piu stretta e deve essere indicato in etichetta da dove arriva la materia prima utilizzata.

Possiamo quindi avere tre diverse diciture n etichetta che denotino l’origine delle olive, a volte diverso da quella dell’olio:

– “PRODOTTO IN” oppure “OTTENUTO IN” e nome del Paese o della zona, in cui vengono raccolte e lavorate le olive

– “OTTENUTO IN” oppure “OLIVE RACCOLTE IN” e il nome del Paese e della zona, in cui le olive sono raccolte e lavorate. Se segnato un Paese straniero, non è per forza indice di minor qualità, in quanto le regole per la coltivazione delle olive sono identiche, possono avere solo un sapore diverso. Da sottolineare l’essere piu grave avere un olio non lavorato in Italia che delle olive non raccolte in Italia.

– “MISCELE DI OLI COMUNITARI/NON COMUNITARI/COMUNITARI E NON COMUNITARI“: l’olio già estratto viene mescolato, non si indicano perciò i Paesi di origine, si sa solo che sono europei, non europei o entrambi, è l’olio più sconsigliato, il peggiore, perché non si conosce la lavorazione.

UN BUON OLIO, LA QUALITA’ IN ETICHETTA

Come capire se l’olio che  voglio acquistare è di buona qualità, controllando naturalmente l’etichetta.

Eccovi alcune accortezze su cui fare affidamento:

– Olio Extravergine

– Da prima spremitura/estratto a freddo

– Prodotto in Italia

– Olio extra vergine di oliva biologico

– Marchi DOP e IGP

– Bottiglia di vetro scuro

– Rapporto qualità-prezzo

Dopodiché se potete, utilizzatelo a crudo, rimarranno intatte le sue proprietà organolettiche, nutrizionali e per il benessere del nostro organismo.

Robecchi Samanta
Naturopata Psicosomatica

DELACROIX NATURA
Via F.lli de Giuli, 11 Leno (BS)

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