Peste suina africana – altro caso in Sassonia su cinghiale ma il contagio si propaga – un 2020 da dimenticare

Cinghiali contagiati da peste suina
Peste suina africana : è allarme cibghiali

Peste suina – Come se non bastasse la pestilenza mondiale del COVID, che sta martoriando in termini di salute ed anche economici le popolazioni, ora giunge notizia che la peste suina africana è alle porte.  Oltre ai focolai già noti giunge la segnalazione che un cinghiale cacciato in Sassonia, al confine con la Polonia, è risuoltato positivo alla Peste suina africana. Un brutto segnale che mette in allerta molte nazioni. La notizia è stata confermata dal Ministero tedesco dell’ Agricoltura. 

Il primo caso in Germania era stato diagnosticato il 10 settembre nella zona di Brandeburgo e da allora si contano ben 118 casi su basi nazionale, come conferma il Ministero tedesco. La malattia aggredisce per ora solo i cinghiali e nessun maiale è stato contagiato ma l’allerta è alta e si stanno attuando misure per evitare il contagio negli allevamenti di suini.

Peste suinaTutelare l’allevamento suinicolo veneto fatto di 700mila capi destinati alla produzione di prosciutti Dop. E’ il monito di Coldiretti in merito al diffondersi di casi di peste suina in Germania. “Fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate per difendere un patrimonio zootecnico che vale a livello regionale 200milioni di euro e coinvolge 300 allevamenti”. E’ quanto chiede il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno condividendo l’appello del presidente Ettore Prandini in riferimento all’estendersi dei contagi in Germania dal Brandeburgo alla Sassonia.

Peste suina africana
Peste suina – Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate

(camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo. Un possibile veicolo di contagio possono essere peraltro i cinghiali il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in Italia dove si stima la presenza di circa 2 milioni di esemplari e altrettante migliaia di presenze  su territorio regionale.  Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati.

Fonte notizie Coldiretti

 

 

 

 

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