RISO CAMBOGIANO : INIZIATIVA CONGIUNTA CON REGIONE PIEMONTE A TUTELA RISICOLTORI

FONTANA E ROLFI SCRIVONO A COMMISSARIO EUROPEO HOGAN E A MINISTRO DI MAIO: NO CONCORRENZA SLEALE

Riso italiano

 L’Italia è la nazione più importante in Europ per la produzione di riso sviluppata su ben 220.000 ettari di terreno 4mila aziende agricole italiane raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione UE. In Lombardia si concentra oltre il 40% delle risaie italiane e la qualità del prodotto è fra le più alte, praticamente un eccellenza.

 Riso Cambogiano : no grazie !

Lo sanno tutti che la produzione di riso in Cambogia viola i diritti umani e che nelle risaie vi lavorano bambini e donne sottopagati. E’ necessario un intervento dell’Unione Europea che oltre a vigilare che non venga immesso nel mercato della GDO riso sottocosto si faccia carico della dignità delle persone

Riso cambogiano - No da Regione Lombardia Per questo il  Governatore  della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi, hanno inviato una lettera congiunta con gli omologhi della Regione Piemonte, Alberto Cirio e Marco Protopapa, al commissario europeo, Phil Hogan, e al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per chiedere ufficialmente l’inclusione del riso nell’ elenco dei prodotti da assoggettare alla revoca delle preferenze tariffarie per la Cambogia.

Riso cambogiano –  “La Commissione europea – hanno spiegato Fontana e Rolfivuole togliere il riso dai prodotti cambogiani che saranno riassoggettati a dazio d’ingresso nell’Unione Europea. Sarebbe una beffa per i nostri risicoltori. In Lombardia abbiamo ben 94.000 ettari coltivati a riso, il 42% del totale nazionale. Il riso rappresenta circa il 10% della superficie agricola utilizzata in Lombardia, con la provincia di Pavia e la zona sud del milanese come aree più interessate. Non possiamo permettere che i nostri agricoltori e i nostri prodotti, che eccellono nel mondo per qualità e sicurezza alimentare, vengano messi fuori mercato in Europa da prodotti ottenuti con il lavoro minorile, senza il rispetto dei diritti dei lavoratori e con l’utilizzo di pesticidi da noi vietati, quindi senza la stessa attenzione che viene richiesta ai nostri produttori verso l’ambiente e la salute umana”.

 “Si invita – si legge nella lettera – pertanto a riconsiderare la decisione, includendo il riso nell’elenco dei prodotti in modo da arginare le importazioni di riso da questo Paese che, nonostante la riduzione dei flussi nell’ultima campagna di commercializzazione, rimane il primo fornitore dell’Unione europea di riso lavorato”.

 “Per rendere ancora più forte la nostra azione – hanno proseguito il presidente e l’assessore – stiamo preparando un’iniziativa a Bruxelles insieme alla Regione Piemonte e all’Ente Nazionale Risi”.

NOTA di COLDIRETTI 

Il presidente Prandini c e l' ass.re Rolfi
Coldiretti Brescia traccia il bilancio di un anno di positiva sinergia con la giunta regionale

Non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire le importazioni agevolate di riso dalla Cambogia in violazione dei diritti umani. E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia in riferimento alla lettera che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi hanno inviato, con gli omologhi della Regione Piemonte, al commissario europeo Phil Hogan e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per chiedere ufficialmente l’inclusione del riso nell’elenco dei prodotti da assoggettare alla revoca delle preferenze tariffarie per la Cambogia.

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