Erbe spontanee colori curiosità e proprietà

Domenico Gabrieli - naturalista
Domenico Gabrieli – naturalista

Domenico Gabrieli inaugura questa sua rubrica parlando di un fiore che troviamo comunemente nei campi in questo periodo : il rosolaccio, la rosa dei campi, o più comunemente il …..papavero

Erbe Spontanee –  Rosolaccio
Papaver rhoeas L. Papaver dubium L. – fam. Papaveraceae
Sinonimi: papavero, papavero comune, papavero erratico, serchione.
Etimologia: il nome del genere è affine all’arabo “papámbele” e al sanscrito “pa- pavara” = succo pernicioso, ma più comunemente si ritiene derivi dal latino “papaver”, che a sua volta proveniva dal celtico “papa” = pappa per i bambini, evidenzia come, probabilmente in passato fosse unito ai cibi, in particolare quelli dei bambini per conciliarne il sonno. Il nome specifico deriva dal greco deriva dal greco “rheo” = scorrer via, indica i petali presto caduchi, che scorrono, ad ogni soffio di vento oppure da da “róia” = melograno: per il colore rosso

Fioritura: maggio, luglio.

DESCRIZIONE

Rosolaccio o papavero
Rosolaccio o papavero

Diffuso in tutta Italia, cresce dal livello del mare fino all’alta montagna in molti tipi di terreno, nei campi, nei luoghi erbosi e aperti, anche sui muri e nei ruderi. E’ considerata tuttora un’infestante dei campi di cereali, perché il rosolaccio, per poter germinare in modo massiccio e crescere al suo massimo sviluppo, si giova molto delle stesse lavorazioni del terreno che vengono fatte per i cereali.
Non è sicuro che sia pianta spontanea in Italia: pare che possa provenire dall’Iran e dal Pamir, aree da cui provengono anche i frumenti coltivati. Sembra che siano giunti nell’area mediterranea insieme ai cereali in tempi antichissimi e quindi legate all’attività antropica. Pianta erbacea annuale, pelosa. Il fusto è eretto, ramoso, alto 30-60 cm.. Le foglie sono pennato-partite, con il lobo superiore di dimensioni maggiori di quelli laterali, ma molto variabili, sia riunite in rosette basali che cauline, ossia lungo il fusto. I fiori sono portati da un peduncolo lungo, all’apice del quale c’è il calice formato da sepali pelosi su cui sono inseriti i petali grandi e rossi, che possono avere alla base un’unghia nera e brillante, ma non sempre. Al centro del fiore c’è il vistoso ciuffo degli stami che circondano l’ovario. Il frutto è una capsula ovata, al cui apice si trova una coroncina persistente.
I semi sono minuti, grigi scuri, numerosi e fuoriescono quando la pianta è secca dalle aperture poste sotto la corona.

 


ERBE SPONTANEE – PROPRIETÀ E IMPIEGO DEL ROSOLACCIO o PAPAVERO 

 

Erbe spontanee : il rosolaccio
Erbe spontanee : il rosolaccio

Contiene in tutta la pianta un alcaloide la readina; i petali, che vengono dissecati e conservati all’asciutto contengono anche una mucillagine e una sostanza colorante, detta mecocianina. Il loro infuso, preso a piccole dosi ha funzione sedativa e calmante. Le foglie giovani del rosolaccio e l’ovario immaturo crudo, che ha sapore d’anice, vengono usate in piccole quantità crude nelle insalate miste o solo le foglie cotte nelle minestre. Anche i suoi semi, come quelli di P. somniferum, si possono usare per aromatizzare pane o dolci. La pianta contiene in tutte le sue parti piccole quantità di sostanze alcaloidee.

La medicina popolare ne utilizza i petali essiccati come sonnifero, sedativo e calmante ed è droga (in senso erboristico) riconosciuta dalla Farmacopea Europea, anche se l’efficacia e la sicurezza del loro uso non sono mai state dimostrate in maniera incontrovertibile. I sintomi da dosaggio eccessivo, segnalati dal Negri, possono essere nausea, vomito e una leggera reazione febbrile. Non presenta la pericolosità del papavero da oppio. Viene inoltre adoperato per tingere la lana e il formaggio d’ Olanda. Con gli infusi di petali si ottengono dei blandi sedativi, calmanti per la tosse ed espettoranti. Veniva usato in passato, come rimedio contro la gotta e il fuoco di S. Antonio. Contro il mal di denti: si usavano compresse imbevute nel suo infuso che veniva anche usato per massaggiare la pelle arrossata o contro le rughe. Con i suoi petali si può ottenere una tintura rossa per la presenza nei petali degli antociani rosso vivo, che veniva anche utilizzata dalle donne per truccare labbra e guance. I semi seccati, si possono utilizzare nella confezione di alcuni tipi di pane e nei dolci e se ne trae un olio con buone qualità dietetiche e ottimo come lenitivo ed emolliente. Le tenere rosette delle foglie primaverili vengono consumate in insalata preferibilmente con altre erbe. Si usa anche cuocerle sempre in miscuglio con altre erbe per preparare torte salate, oppure minestre, possono essere consumate anche da sole, prima lessate e poi passate in padella con burro, con aglio olio e peperoncino, per preparare sformati o far ripieni

ERBE SPONTANEE – CURIOSITÀ SUL ROSOLACCIO

Erbe spontanele
Erbe spontanele : rosolaccio o papavero

In passato, il papavero colorava di vermiglio i campi di grano. Il diffondersi di diserbanti e una più attenta pulitura dei semi hanno reso molto raro questo spettacolo di colori. La pianta, durante il suo ciclo vitale, può produrre in successione fino a 400 fiori che però perdono i petali dopo un solo giorno. Il nome popolare di rosolaccio deriva da ( rosa dei campi ). Fra i giochi poveri del passato, ricordo i “timbri” che si ottenevano premendo sulla fronte gli stimmi delle capsule fresche e le “bamboline” preparate dischiudendo i boccioli e tirando un poco fuori i petali raggrinziti, acconciandoli in modo da ottenere un vestitino. Papaver rhoeas nel mondo anglosassone, è tradizionalmente dedicato alla memoria delle vittime della prima e della seconda guerra mondiale. In Inghilterra nell’Armistice day, è usanza portare un papavero rosso all’occhiello. ” Gli alti papaveri della politica” ma anche “Un grosso papavero gli ha procurato quella carica… “ sono frasi ancor oggi ricorrenti.

Interessante è sapere che fu Tarquinio il Superbo, re di Roma, che per mostrare al figlio, come impossessarsi di Gabi (antica città del Lazio), fece abbattere con un bastone i papaveri più alti del suo giardino, mostrandogli con un’immagine simbolica, che si dovevano prima di tutto eliminare i cittadini più autorevoli; a dare origine a questo modo di dire. Lo schiocco del suo petalo posto sul pugno della mano e colpito con il palmo dell’altra mano era, nella tradizione popolare una prova della fedeltà e dell’amore ricambiato. Nel linguaggio dei fiori invece il papavero simboleggia l’orgoglio sopito.

Erbe spontanee, curiosità e proprietà è una rubrica di Domenico Gabrieli 

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