Stop alle corse inutili e pericolose file ai supermercati –  Lo chiede COLDIRETTI 

CORONAVIRUS: CIBO GARANTITO DA PRIMA AGRICOLTURA UE 

Stop alle corse inutili
Stop alle corse inutili nei supermercati

 Stop alle corse inutili … – In questo comunicato Coldiretti spiega come non sia assolutamente necessario fare scorte di cibi e file ai supermercati, poichè l’approvvigionamento è garantito dai nostri agricoltori e dalla qualità dei prodotti che forniscono

Stop alle corse inutili – Con le crescenti difficoltà alle frontiere tra Paesi, l’approvvigionamento alimentare degli italiani nei supermercati è assicurato dall’agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’appello del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte  a mantenere attiva l’operatività della filiera agroalimentare per garantire le forniture di cibi e bevande essenziali alla popolazione.

 Occorre ora evitare le inutili e pericolose file ai supermercati con quasi 1 italiano su 3 (30%) che non resiste nemmeno 72 ore prima di dover uscire per fare la spesa in negozi, supermercati e alimentari, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale emerge che nel 38% delle case degli italiani sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali. Nelle dispense sono stati accumulati soprattutto nell’ordine, pasta, riso e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%).

 “Un comportamento irrazionale che – continua la Coldiretti –mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani che continuano ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all’industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione”.

Una realtà che allargata dai campi agli scaffali  vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercato (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000).   

 Stop alle corse inutili

Agricoltori sempre pronti a garantire cibo di qualità

Una rete diffusa lungo tutto il territorio che  viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane dove stalle, serre e aziende continuano a produrre per seguire i cicli della natura, dall’attività di allevamento a quella di coltivazione, come dimostrano le campagne social avviata dalla Coldiretti #l’agricolturanonsiferma e #MangiaItaliano. E per venire incontro a queste nuove esigenze dalla Val d’Aosta alla Sicilia gli agricoltori dei mercati, degli agriturismi e delle fattorie di Campagna Amica hanno attivato servizi di consegna a domicilio, per far arrivare sulle tavole degli italiani le eccellenze del territori a chilometri zero con le iniziative visibili sul sito www.campagnamica.it.

L’Italia – riferisce la Coldiretti – è il primo produttore UE di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta l’Italia primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.

Ettore Prandini
Ettore Prandini – Presidente nazionale Coldiretti

“L’emergenza Coronavirus che ha ridotto gli scambi commerciali, per la chiusura delle frontiere e le difficoltà nei trasporti, ha provocato il balzo nelle quotazione delle materie prime agricole a livello internazionale facendo emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che in questo scenario “l’Italia, che è il Paese con più controlli e maggiore sostenibilità, ne potrà trarre certamente beneficio ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo nazionale”. L’ultima generazione – precisa Prandini – è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. Oggi in Italia gli agricoltori devono vendere ben 5 chili di grano tenero per potersi pagare un caffè ma con una giusta remunerazione l’Italia puo’ ulteriormente aumentare la produzione per diventare addirittura autosufficiente in molti settori.

 

Per affrontare l’emergenza Coronavirus e costruire il futuro è nata “l’alleanza salva spesa Made in Italy con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole” promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distirbuzione commerciale Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè.

Fonte dati : Coldiretti Lombardia

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