Val Bormida– Ecco ancora una volta la prova di come dei Parchi i politici non hanno mai capito nulla e li hanno sempre equiparati ad aziende commerciali, industrie turistiche e simili (scandaloso il recente esempio del Gesso-Stura cuneese, almeno come presentato dai media!), mentre i Parchi non sono e non sono MAI statiiniziative sociali per sviluppare i territori, ma per preservarli! Una vera e propria contraddizione in termini in cui proprio i politici italiani sono campioni!

Già il vincolo di “Patrimonio dell’Umanità” che tanti politici hanno richiesto per le Cinque Terre, le Alpi Marittime e per le Langhe (tanto per limitarci alle zone della Liguria e Piemonte) è stato presentato all’opinione pubblica come “etichetta” per lo sviluppo territoriale, mentre invece è un vincolo che DEVE imbalsamare i territori per preservarvi i loro valori culturali: hanno mai detto ai contadini che con questo impegno i vecchi cascinali non potranno più essere ristrutturarti diversamente da quello che erano? O che la coltivazione delle vigne deve restare quella tradizionale, se non altro nella fisionomia paesaggistica? O che i muretti a secco devono rifarsi e preservarsi nel loro antico stato? Ed i vincoli europei dei cosiddetti “siti di Natura 2000 o SIC” che tanto e sempre hanno voluto i soliti politici (da sinistra a destra – salvo per alcuni veri liberali!), addirittura fatti cadere sulla testa di cittadini e dei Comuni senza che mai siano stati preavvertiti? Lo hanno capito che sono vincoli? O pensano, anzi hanno pensato, che fossero solo calderoni da riempire di soldi pubblici da spendere e gestire (da loro, i politici!)? Per i politici, istituire un Parco o costruire un’autostrada è la stessa cosa! In tutta Italia i Comuni ed i cittadini protestano per questi vincoli fatti cadere dall’alto, eppure si continua a perseverare nel richiederne altri, da ambientalisti e politici a loro vicini, soprattutto gli ultimi sempre sensibili al richiamo dei soldi e dei “cadreghini” che gli enti di gestione prevedono! No, i politici pensano solo ai soldi che possono giungere dagli organismi preposti (UNESCO ed Unione Europea), altro che al vero sviluppo sociale e men che meno ai diritti dei cittadini, calpestati per soddisfare il loro bisogno di sviluppare (il che vuole dire gestire soldi pubblici!), di incrementare il commercio e farli arricchire affinché possano… andare all’estero a vedere quello che altri hanno conservato rinunciando a quello che loro non vogliono rinunciare!

Ora leggiamo sui media di una proposta per un grande Parco Naturale per le Valli Bormida, come se veramente lo meritassero: tanto varrebbe, allora, richiedere un Parco per la Liguria intera! Nelle Valli Bormida ci sono anche località che meritano di essere conservate, protette per il loro valore ambientale, ma non “sviluppate”. Non c’è bisogno di inserirle in un Parco che vorrebbe dire estendere vincoli su un territorio immenso, al novanta per cento di proprietà privata, solo per avere la scusa di costituire un Ente pubblico alla cui gestione dei soldi si metterebbero poi loro, lasciando ai cittadini l’onore dei vincoli!

La Val Bormida non ha bisogno di un Parco Naturale che vincolerebbe tutto per non vincolare nulla (si sa, ai cittadini sarebbe comunque consentito di tagliare i loro boschi o costruire le loro case, stalle o altro ma sempre dopo che avranno avanzato richiesta per farlo, con tutta la burocratica prassi che sempre i vincoli prevedono per non essere applicati!). Caso mai la Val Bormida ha bisogno che sia gestita e protetta bene l’unica VERA area protetta che già esiste (Adelasia)! E che invece viene mercificata all’outdoor! Sì, oggi tra i politici va di moda la parola outdoor, anche questa senza conoscerne il significato. Lo sanno che per outdoor non si intendono solo mountain-bike, ma anche caccia e pesca? E sono disposti ad affrontare l’opposizione dei cacciatori e pescatori a questa folle idea di Parco che finirà per non tutelare nulla, salvo impedire la caccia e proteggere un “lupo” che non merita di esserlo in quanto animale inquinante?

Sembrerà una contraddizione in termini anche la nostra, ma la scrivente Associazione, che è conservatrici per proprie finalità statutarie, proprio per questo dice chiaro e forte NO ad un Parco per la Val Bormida! E sarà anche disposta ad organizzarvi l’opposizione, pur dicendo un SI alla conservazione dei suoi valori naturalistici e culturali; ma solo per quelli che veramente lo meritano e, qualora di proprietà privata, con il consenso dei legittimi proprietari, siano essi cittadini o Comuni. Ovvero, quelle poche località che  sì si potrebbero e dovrebbero conservare, e che invece proprio la politica sta svilendo con la sua distorta visione, e dove la conservazione viene confusa con lo sviluppo! Se non sono informati si informino presso gli organismi internazionali competenti, specie quelli d’oltre oceano dove l’Idea dei Parchi ha avuto origine!

Wilderness – Franco Zunino

 

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